Il miracolo del come - I miracoli che porta il Natale 3° parte

 
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Avresti mai deciso, se tu fossi stato un potente, di far nascere tuo figlio in una stalla, povero, umile, debole? Dio lo ha fatto, perché Gesù potesse parlare a tutti, partendo dai più umili. --- Quando ero bambino io i regali non li portava Babbo Natale il 24 notte, ma la Befana la notte tra il 5 e il 6 gennaio... Uno dei misteri e dei miracoli del Natale che mi ha sempre affascinato da bambino era come fosse possibile per la Befana consegnare giocattoli a ogni ragazzo e ragazza del mondo, volando su una scopa e realizzare tutto questo in una sola notte! A furia di pensare, come bambino era arrivato ad una conclusione che mi sembrava abbastanza logica: la Befana era capace di fermare la rotazione del globo! Così facendo, fermava il tempo, e lei aveva tutto il tempo per arrivare in tutte le parti del mondo! E questo, secondo me, spiegava anche il fatto che mamma e papà ci volevano a letto presto; infatti per la Befana era più facile fermare la rotazione della terra se tutti quanti stavano fermi; è una questione di cinematica ed inerzia! Alla fine, però, qualche dubbio lo avevo... Perché io dovevo stare fermo a letto, e papà e mamma invece continuavano a fare su e giù per le scale fino alle due di notte? La mia teoria aveva più di una falla! Alla fine dovetti decidere che il come faceva la Befana era al di là delle mie capacità di comprendere... Lo avrei dovuto accettare “per fede”. La cosa importante era che, anche se non capivo il come la Befana facesse, riusciva lo stesso a portare i doni a i bambini... e specialmente a me! A questo punto siete autorizzati a chiedermi: “Marco, che cosa c'entra la Befana coi miracoli del Natale?” Infatti questo è il terzo messaggio sui miracoli che porta il Natale. Abbiamo visto nelle tre settimane di Avvento precedenti, il miracolo del “momento giusto”. Ovvero che Gesù è venuto in un momento della storia in cui il suo messaggio poteva arrivare più facilmente, con persone alla ricerca spirituale, strade che collegavano il mondo conosciuto e una lingua unica da parlare (il latino). La settimana scorsa abbiamo parlato del miracolo del “segno”: Dio pur di parlare con noi ha deciso di parlarci attraverso un “segno” che ognuno di noi potesse capire; e il “segno” sarebbe stato Gesù. Questa settimana vediamo il miracolo del “come”. Io non sapevo “come” facesse la Befana a portare i doni a tutti i bambini del mondo, e il mio “come” sembrava logico solo a me... mentre c'era un “come” diverso, più semplice, più vicino a me. Il “come fa la Befana” era, semplicemente, attraverso l'amore di ogni papà ed ogni mamma Immagina per un attimo di essere Dio: per molti questo non è nemmeno un grande sforzo perché al mondo ci sono molti che credono di esserlo, che tutto ruoti attorno a loro... ma sicuramente nessuno di noi. Se tu fossi Dio, il creatore dei Cieli e della Terra, l'Onnipotente, “come” faresti arrivare tuo figlio nel mondo? Io avrei avuto una serie di idee, che comprendono: una navicella interstellare, una eruzione , un asteroide.. insomma, qualcosa che “si vede che sono Dio!” I. I “come” di Dio non sono i nostri Parte del miracolo del Natale è il miracolo del “come”. I metodi di Dio vanno oltre i nostri metodi e la nostra comprensione. Paolo scrive in Romani 11:33, "Che Dio meraviglioso abbiamo! Come è immensa la sua ricchezza! Come è grande la sua saggezza e la sua sapienza! Per noi è impossibile capire i suoi metodi e le sue decisioni. "(Romani 11:33 BDG) Paolo afferma una cosa semplice: “non cercare di capire i “come” di Dio, perché i suoi “come” sono immensamente migliori dei nostri.” Gesù è venuto al mondo come un bambino debole e indifeso. Dio ha scelto di nascere attraverso dei genitori umili e poveri. Non è nato in un palazzo ma in una stalla. E' nato da una giovane coppia che anche se avevano dei cuori puri non avevano alcuna rilevanza nella loro società e sul mondo.: non erano “star” Erano semplici, ordinari, oscuri individui; eppure Dio scelse quelli per essere i genitori di Gesù. Non è il “come” che avrei scelto io... ma io sono io, e Dio è Dio. Isaia 55: 8-9 dice: " «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.» " (Isaia 55:8-9) I come di Dio sono diversi dai nostri come. E non dovremmo stupirci di questo. Se leggi la Bibbia troverai che quasi tutti i “come” di Dio, tutti i modi con cui lui è intervenuto e ha modificato la storia del mondo, sono esattamente l'opposto di ciò che io e te avremmo scelto. Abraamo viveva ad Ur, una città che potremmo paragonare a New York, o Londra, importante, influente... A me e a te sarebbe apparso logico farlo rimanere lì, per formare un popolo scelto per Dio. Tante persone, tanti contatti... E invece il “come” di Dio è dire ad Abraamo: “ Lascia tutto” “Dove mi mandi Signore?” “Non te lo dico,... non ora... ma c'è una terra promessa che ti attende.” Io e te non avremmo scelto Giuseppe, il figlio più piccolino di Giacobbe, e anche un bel po' presuntuoso, per salvare una nazione dalla carestia. Io e te non avremmo scelto Israele, una nazione piccola popolata da pastori semi analfabeti per diventare il popolo speciale di Dio. Io e te non avremmo scelto Davide come re, (e neppure Samuele); piccolino, giovane, ma uno dei suoi fratelli, più alti, più forti, più belli. Io e te non avremmo scelto Betlemme, un piccolo, insignificante punto sul paesaggio di Israele, per essere il luogo di nascita di Gesù. Cosa è che lega tutti questi “come” diversi dai miei e dai tuoi? C'è un minimo comun denominatore, qualcosa in comune tra essi? II. I “come” di Dio portano gloria a Lui I “come” di Dio non sono quelli “ovvi”, quelli più sicuri, quelli dove il risultato è certo al 99,9%... ma quelli dove il risultato è impossibile... se non per la mano di Dio, se non per la Sua potenza, se non per il Suo volere. Più e più volte Dio ha scelto gente semplice e ordinaria attraverso la quale ha potuto fare il suo straordinario lavoro. Gesù nasce lontano da casa di mamma e papà, Nazareth. Nasce in una città piccola e sovraffollata, Betlemme. Nasce non in una stanza ma in una stalla, e non era attrezzata a sala parto. Nasce su una mangiatoia con del fieno che Giuseppe aveva forse cambiato con quello che c'era prima, e avrà allontanato anche qualche cacca, penso. Nasce avvolto su teli strappati per fare delle fasce perché in una stalla non ci sono panni puliti e bolliti. Questo è il “come” di Dio. E in questo “come” a cui non avremmo pensato c'è anche il “come annuncia la nascita”. III. I “come” di Dio includono me e te Se sei padre o madre, come hai annunciato la nascita di tuo figlio? Hai spedito bigliettini, mandato SMS,WZP, email fatto una pagina su FB? E a chi li hai mandati? Alle persone che ami, a chi conosci già, a chi riteni “importante”? Non è questo il “come” di Dio. Dio non annuncia la nascita di Gesù a re e regine, nemmeno ai leader religiosi o militari. Dio manda gli angeli ad annunciare a dei pastori la nascita. E' come se tu mandassi l'annuncio agli operai della fabbrica di cessi e piatti doccia a Civita Castellana. Dio non lo annuncia agli amici, o ai potenti, ma agli sconosciuti e ai deboli. Se io e te fossimo vissuti 2018 anni fa, anno più anno meno, a Betlemme e Dio avesse deciso di annunciarlo ai potenti la nostra vita non sarebbe cambiata per nulla. Ma visto che Dio lo aveva annunciato per primi agli operai, ai contadini, agli umili io e te saremmo stati i primi a saperlo! Il “come” di Dio, è fatto in modo che tutti sappiano, a partire dai più poveri, dai più deboli, dai più umili Dopo la sua resurrezione dai morti, Gesù apparve per primo ad un gruppo di donne, non ad Erode, o a Ponzio Pilato, o a Caifa. Se fossi stato io, la mia natura umana mi avrebbe portato per primo da quelli là per fargli una gran pernacchia: “Tanto sono vivo!” E invece è andato dalle persone che contavano meno in quel momento in Israele, da quelli che erano scappati per paura di essere presi, da quelli che lo avevano rinnegato pubblicamente da quelli che avevano dubitato e volevano mettere il dito nei fori, per dirgli così: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.” (Matteo 28:19-20) Per dirgli: “Ok,. Ora tocca a voi.” Il miracolo del “come” è proprio questo: fare quello che nessuno potrebbe fare, attraverso strumenti che nessuno vorrebbe utilizzare. Paolo la mette in questi termini: "Esaminate un po' voi stessi, fratelli: pochi di voi erano sapienti dal punto di vista umano, pochi i potenti, pochi quelli provenienti da famiglie importanti, ma Dio ha scelto le cose che il mondo considera pazze o da scartare, proprio per coprire di vergogna quelli che il mondo considera sapienti, ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare e screditare le forti. Il Signore ha scelto le cose umili, quelle che il mondo disprezza e che non tiene in alcun conto, per ridurre a niente quelle che il mondo considera importanti. Cosicché nessuno può vantarsi davanti a Dio. "(1 Corinzi 1: 26-29 PV) E se io non posso vantarmi, se io non posso attribuirmi il merito, se io non posso prenderne la gloria... allora la gloria va a Dio! I metodi di Dio non sono cambiati. Usa ancora persone comuni per compiere il Suo straordinario lavoro! Le nostre capacità non sono importanti; il nostro atteggiamento e la nostra disponibilità, quelle si, che sono importanti. Dio ci ha affidato il compito di annunciare che Lui è nato tra noi per portare perdono, pace, e salvezza, quello che chiamiamo “Lieta Novella”, quelle stesse cose che gli angeli annunciarono ai pastori, spetta a me e a te annunciarle agli altri; anche a Natale... ma non solo a Natale. IV. I “come” di Dio ci modellano Cosa significa tutto questo per noi? Che se accettiamo i “come” di Dio tutto andrà bene? Che conoscere i “come” di Dio ci darà una vita facile? La storia di Maria, la madre di Gesù, ci dice di no. Fu lei stessa a chiedere un “come” a Dio? “Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?»” (Luca 1:34) Dio ama tutti, Dio non ha riguardi personali... ma per Maria, fece un'eccezione, spiegando “come” sarebbe accaduto; attraverso l'intervento dello Spirito Santo. Maria ebbe vita più facile sapendo il come? Non proprio! Sopportò lo “scandalo” di essere incinta senza essere sposata, partorì in una stalla, e subito fu costretta a fuggire in Egitto. E vide suo figlio morire in croce... Accettare il come, o saperlo, non ci assicura una vita felice, anzi... Attenzione: Maria chiese il “come”, ma non chiese il “perché”. Gran parte degli “eroi” della Bibbia, sono eroi “loro malgrado”. Hanno obbedito a Dio, ma hanno continuato a chiedere il “perché”. “Perché scegli me, che sono balbuziente? “Mosè, fidati!” “Perché scegli me, che sono troppo giovane?” “Geremia, fidati”: “Perché scegli me, che odio i Niniviti?” “Giona, fidati”. Maria non chiede mai “perché”. Maria accetta il “come”. Maria serve gli scopi. Questo è un telo ricamato: ma soltanto guardandolo dal lato giusto vedremo il disegno. (mostra il telo a rovescio) Maria accetta ciò che gli fa vedere Dio, senza vedere l'immagine intera del ricamo, ma soltanto il pezzettino a rovescio che Dio le fa vedere. “Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». “ (Luca 1:38) Dio è al lavoro nelle nostre vite per produrre un bellissimo arazzo. Dalla nostra prospettiva qui sulla terra noi possiamo solo vedere il retro del ricamo. Ma il fronte , quello non lo possiamo vedere. In questa vita stiamo guardando il dietro dell'immagine, e spesso sembra tutta brutta, tutta dolore, tutta angoscia, tutta incomprensibile, tutta una perdita di tempo, tutta uno spreco inutile di energie. Maria si è lasciata modellare da Dio, senza chiedere perché, solamente obbedendo... “Tu hai creduto che Dio avrebbe fatto ciò che ha promesso, ecco la ragione per cui ha dato a te questa meravigliosa benedizione!" (Luca 1:45 BDG) Maria ha creduto a quel “come”... e ora vede l'immagine completa. (mostra il telo dalla parte giusta) Continua a fidarti di Dio, anche se non capisci i suoi “come”. Continua a seguilo e la tua vita sarà riccamente benedetta! Il miracolo del Natale è il “come”, è che Dio usa persone normali, come te e me per realizzare cose straordinarie per il suo regno. Il miracolo del “come” è un Dio che nasce debole, per portare potenza nella tua vita; spetta a te, e a me accettare la potenza che è giunta a Natale. Preghiamo. GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO--- GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO
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