Episode 1: Narrating in the Past - passato prossimo vs. imperfetto

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  • asset title: Episode 1: Narrating in the Past - passato prossimo vs. imperfetto
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Learners of Italian sometimes have a hard time picking the right verb tense when they are narrating past events, but it doesn't have to be difficult. Today's episode, when Arlecchino visits the king, will help you understand the difference between the passato prossimo and the imperfetto. Events that occur in a sequence that move the plot forward are expressed by the passato prossimo. Events that give descriptive details or background information are always in the imperfetto. Here comes Arlecchino - let's tune in and listen.
Dialog
Italian
Arlecchino: Una volta, tanto tempo fa, quando ero molto più giovane, lavoravo nella fattoria di una vecchia signora. C'erano due altri servi che ci lavoravano, un tale Brighella, un Pedrolino, e c'ero pure io. La signora non era ricca. Era sempre gentile con noi, anche se lei mi considerava un po' scemo.
Antonella: Un giorno abbiamo saputo che il re festeggiava il suo compleanno, e tutte le case della zona, grandi e piccole, volevano mandare qualche regalo al monarca.
Arlecchino: La signora non aveva molto, come ho già detto, ma in un cestino ha messo quello che poteva: burro, pane, vino e una bella torta di mele, tutte cose fatte lì alla fattoria.
Antonella: Visto che Brighella era il più forte dei servi, la signora lo ha chiamato e gli ha dato il cestino. Gli ha detto di andare al castello del re per consegnargli il suo regalo.
Molto fiero di poter eseguire questo importantissimo compito, Brighella è partito subito la mattina dopo con il cestino. Per arrivare al castello del re doveva attraversare una grande foresta misteriosa, ma lui non aveva paura -- almeno così diceva.
Arlecchino: Nel mezzo del bosco ha incontrato una brutta strega che è saltata davanti a lui da dietro un albero.
La strega: Ehi, giovanotto --
Arlecchino: ha detto la strega --
La strega: Che cosa porti nel cestino?
Arlecchino: Brighella non ha voluto dire la verità alla strega. Quella brutta vecchia era capace di rubare le buone cose che lui doveva portare dal re.
Antonella: Quindi le ha detto:
Brighella: Davvero niente, signora... Sono bucce di patate, gusci di uova, grani di caffè e cespi di insalata marcia... li porto da mia nonna che li dà da mangiare alle galline.
La strega: Quelle cose non mi servono, giovanotto. Addio!
Arlecchino: ha detto la strega, e Brighella ha ripreso la strada.
Antonella: Quando Brighella è arrivato al castello, lo hanno portato davanti al re. Brighella si è inginocchiato e il re gli ha domandato:
il Re: Che cosa di bello mi hai portato? Qual è il tuo bel regalo?
Antonella: Brighella, tutto fiero e orgoglioso, ha aperto il cestino e l'ha offerto al re.
il Re: Diavoli e demoni!
Antonella: ha gridato il sovrano.
il Re: Venite tutti a vedere le bucce di patate e e tutte le schifezze che questo mascalzone ha osato di portarmi!
Antonella: Brighella è rimasto stupito ma era vero: nel cestino non c'erano più le buone cosa preparate dalla signora... ma tutte le brutte cose raccontate nella sua bugia alla strega.
Arlecchino: A calci nel sedere lo hanno spinto fuori del castello. Brighella mogio mogio se ne è tornato a casa, dove la signora lo ha accolto a bastonate.
la vecchia signora: Pedrolino --
Arlecchino: ha urlato la signora --
la vecchia signora: Ora tocca a te! Non ripetere la sciocchezza di Brighella! Eccoti un altro cestino...
Arlecchino: Mentre Pedrolino attraversava la foresta, di nuovo si è presentata la strega, sempre con la stessa richiesta.
Antonella: Anche Pedrolino le ha mentito, dicendo:
Pedrolino: Qui nel mio cestino c'è solo sterco, che porto da mia zia che vuole fertilizzare i suoi campi.
La strega: Uffa, che schifo!
Arlecchino: ha risposto la strega.
La strega: Lo sterco non mi serve. Addio, giovanotto!
Arlecchino: E Pedrolino ha ripreso la strada.
Antonella: Potete immaginare la sorpresa e la disperazione del disgraziato Pedrolino quando il re ha aperto il suo bello e profumato regalo di sterco!
Arlecchino: Alla signora non rimaneva nient'altro da fare che chiamare me. Mi ha dato un terzo cestino e mi ha implorato di non farla vergognare ancora davanti al re.
Quando la vecchia del bosco mi ha chiesto cosa portavo nel mio cestino, ho visto non una strega ma una povera donna affamata, e le ho detto:
'Signora, nel mio cestino ho pane, burro, e una torta di mele, sono per fare un regalo al re, ma vedo che Lei ha fame... Prenda quello che vuole, tanto al re non manca certo il cibo...'
La strega mi ha fissato a lungo, ma non ha preso niente dal mio cestino.
La strega: Grazie, giovanotto, sei molto gentile, ma ho appena pranzato e non ho fame. Addio e buon viaggio!
Arlecchino: Dopo mi sono inginocchiato davanti al re, e gli ho detto: 'Maestà, la mia padrona non è ricca, ma ha mandato del meglio della sua fattoria, solo...'
Antonella: Ma il re, che già guardava nel cestino, mi ha interrotto.
il Re: Angeli e cherubini!
Antonella: ha esclamato.
il Re: Venite tutti a vedere i diamanti e le perle, l'oro e l'argento, che questo povero contadino è riuscito a portarmi!
Antonella: Scusa un attimo, caro Arlecchino... molto bella la tua storia, ma... sei sicuro che il protagonista sei proprio tu?
Arlecchino: Eh'... il tuo Arlecchino è il servitore di tanti padroni, e il protagonista di tante storie...
English
Arlecchino: Once upon a time, a long time ago, when I was much younger, I was working on the farm of an old lady. There were two other servants who were working there, a certain Brighella, one Pedrolino, and there was me. The lady wasn''t rich. She was always kind to us, even though she thought of me as rather a dolt.
Antonella: One day we learned that the king was celebrating his birthday, and all the households thereabouts, great and small, wanted to send some gift to the monarch.
Arlecchino: The lady didn't have much, as I have said, but she put what she could into a basket: butter, bread, wine and a fine apple pie, all things made there on the farm.
Antonella: Since Brighella was the strongest of the servants, the lady called him and gave him the basket. She told him to go to the king's castle and offer him her gift.
Very proud of being able to carry out this very important task, Brighella set out right away on the following morning with the basket. To get to the king's castle he had to cross a great mysterious forest, but he was not afraid - at least that's what he said.
Arlecchino: In the middle of the woods he met an ugly witch who jumped out at him from behind a tree.
The witch: Hey, young man --
Arlecchino: said the witch --
The witch: What are you carrying in your basket?
Arlecchino: Brighella didn't want to tell the truth to the witch. That ugly old crone was capable of stealing the good things he was supposed to take to the king.
Antonella: So he said to her:
Brighella: Nothing really, ma'am... They're potato peels, egg shells, coffee grounds and bits of wilted salad... I'm taking them to my granny who feeds them to the chickens.
The witch: I have no use for those things, young man. Farewell!
Arlecchino: said the witch. And Brighella set off again down the road.
Antonella: When Brighella arrived at the castle, they brought him before the king. Brighella knelt down and the king asked him:
the King: What nice things have you brought me? What is your fine gift?
Antonella: Brighella, all beaming with pride, opened the basket and offered it to the king.
the King: Devils and demons!
Antonella: cried the sovereign.
the King: Come all of you and behold the potato peels and all the rubbish this scoundrel has dared to bring me!
Antonella: Brighella was astounded but it was true: the good things prepared by the lady were no longer in the basket... only the ugly things described in his lie to the witch.
Arlecchino: They drove him out of the castle with kicks in his behind. Brighella sheepishly returned home, where the lady welcomed him with blows of her stick.
The old lady: Pedrolino --
Arlecchino: cried the lady --
The old lady: It's your turn now! Don't repeat any of Brighella's foolishness! Here's another basket for you...
Arlecchino: As Pedrolino crossed the forest, the witch appeared again, again with the same request.
Antonella: And Pedrolino lied to her as well, saying:
Pedrolino: Here in my basket there's nothing but manure, which I am taking to my aunt to fertilize her fields.
The witch: Ugh, how disgusting!
Arlecchino: answered the witch.
The witch: I have no use for manure. Farewell, young man!
Arlecchino: And Pedrolino set off again down the road.
Antonella: You can imagine wretched Pedrolino's surprise and despair when the king opened his fine fragrant gift of manure!
Arlecchino: There was nothing left for the lady to do but to call upon me. She gave me a third basket and implored me not to shame her again before the king.
When the old crone of the woods asked me what I was carrying in my basket, I saw not a witch but a poor starving woman, and I said to her:
'Ma'am, in my basket I have bread, butter, and an apple pie, they're to be a gift for the king, but I see that you are hungry... Take what you will, after all, the king surely doesn't want for food...'
The witch stared at me a good while, but she took nothing from my basket.
The witch: Thank you, young man, you are very kind, but I've just had lunch and I'm not hungry. Good-bye and farewell!
Arlecchino: Later I knelt before the king and said to him, 'Your majesty, my mistress is not rich, but she has sent the best from her farm, only...'
Antonella: But the king, who was already looking in the basket, interrupted me.
the King: Angels and cherubim!
Antonella: he exclaimed.
the King: Come all of you and behold the pearls, the gold and the silver, that this poor peasant has managed to bring me!
Antonella: Pardon me a moment, my dear Arlecchino... your story is lovely, but... are you sure that you yourself are really its hero?
Arlecchino: Ah, your Arlecchino is the servant of many a master, and the hero of many a tale...

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